MOSMAIORUM
Il costume degli antenatiMMXXVI

PATERNUM·SPLENDET·IN·MENSA·TENUI·SALINUM

Orazio, Odi II, 16

La tavola è la prima istituzione

FAMILIA · I · MMXXVI

Prima della scuola, del mercato e dello Stato c’era una tavola. Ogni casa ne aveva una. Lì si divideva il cibo, gli anziani parlavano e i giovani ascoltavano, le notizie venivano pesate e i litigi si chiudevano prima di andare a dormire.

Orazio, quando descrive una vita buona, parla di una piccola tavola e di una saliera che era appartenuta al padre. L’oggetto contava perché era già stato usato. Portava le abitudini della famiglia da una generazione all’altra, senza bisogno di spiegazioni.

Noi teniamo la tavola per lo stesso motivo. È l’istituzione più economica che una famiglia possa avere, e la più difficile da sostituire. Un pasto condiviso ogni sera insegna più di molti corsi. I bambini imparano come si discute tra adulti. Gli adulti scoprono cosa preoccupa i bambini. I nonni hanno un posto dove dire quello che sanno. Nessuno deve organizzare niente. Succede perché le sedie ci sono e il cibo è caldo.

È l’istituzione più economica che una famiglia possa avere, e la più difficile da sostituire.

Molta vita moderna porta via le sedie. Il lavoro finisce tardi. I pasti arrivano in scatole e si mangiano in stanze diverse, davanti a schermi diversi. Ogni cambiamento sembra piccolo e ragionevole. Insieme sciolgono l’unico incontro quotidiano che una famiglia aveva.

Fino a poco tempo fa lo sapevano tutti. I nostri nonni non avevano bisogno di uno studio per sapere che una famiglia che mangia insieme resta unita. Lo facevano e basta, come i loro genitori prima di loro.

La nostra pratica è semplice. Un pasto al giorno alla stessa tavola, con i telefoni in un’altra stanza. Cibo che una bisnonna riconoscerebbe. Un posto per il più anziano e un compito per il più giovane. La domenica, la tavola lunga e le sedie in più.

Apparecchiare la tavola. Il resto viene da sé.